Grimaldi sulle tariffe portuali statunitensi

Nave con-ro dell'Atlantic Container Line

(Nave con-ro dell’Atlantic Container Line; foto courtesy ACL)

Grimaldi avverte che le tariffe portuali statunitensi potrebbero costringere le navi a uscire dalle operazioni americane

Washington. In una presentazione del 30 ottobre, presso l’Office of the United States Trade Representative (USTR), Grimaldi ha sostenuto con forza la proposta dell’amministrazione Trump di estendere la sospensione delle tariffe portuali della Sezione 301 fino al 9 gennaio 2027.

Anzi il Gruppo Grimaldi è andato oltre, chiedendo la sospensione permanente delle tariffe rivolte ai vettori di veicoli prodotti all’estero.

Grimaldi avverte che il reinserimento delle tariffe portuali statunitensi sui vettori costruiti all’estero potrebbe costringerlo a ridispiegare le navi lontano dal commercio americano, potenzialmente compromettendo i servizi di spedizione per gli esportatori e le case automobilistiche statunitensi.

“Molti dei nostri clienti americani hanno espresso preoccupazione all’idea che Grimaldi possa ridispiegare le sue navi fuori dal commercio statunitense se la proposta di ulteriore sospensione di questa azione ai sensi della Sezione 301 non verrà attuata”, ha dichiarato il colosso navale italiano.

Lo scorso 26 ottobre, l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) ha pubblicato una richiesta di commenti che propone di sospendere per altri due mesi la misura della sezione 301 contro le pratiche cinesi nei settori marittimo, logistico e della cantieristica.

L’estensione proposta dall’USTR manterrà le misure sospese fino al 9 gennaio 2027, mentre Washington e Pechino continuano i negoziati sul dominio della Cina nella costruzione navale globale.

Grimaldi, uno dei maggiori operatori mondiali di vettori roll-on/roll-off, container e pure car and truck carrier, ha sostenuto che le tariffe potrebbero avere conseguenze indesiderate per le aziende americane che dipendono dai suoi servizi.

Sezione 301

La maggior parte della misura marittima della Sezione 301 riguarda armatori, attrezzature di terminal e movimentazione delle merci.

La Sezione 301 è una misura dell’USTR che, a seguito di un’indagine del 2025, impone tariffe di servizio marittimo sui porti Uniti per: – Allegato I: navi di proprietà o gestione cinese (50 $/tonnellata netta); – Allegato II: navi costruite in Cina (18 $/tonnellata netta o 120 $/container, whichever is higher); – Allegato III: Ro‑Ro/portaveicoli di costruzione esterna (14 $/tonnellata netta).

In questa finestra temporale di sospensione, nessun operatore deve pagare le tariffe degli allegati I, II, III né i dazi dell’allegato V, anche per navi cinesi o portaveicoli Ro‑Ro.

La sospensione non è abrogazione: se non rinnovata, l’operatore deve applicare i tassi in vigore. Queste tariffe erano entrate in vigore il 14 ottobre 2025, ma il 10 novembre 2025 è iniziata la sospensione.

Nella sostanza, l’USRT ha pubblicato una richiesta di commenti, non una regola finale. Il titolo riporta: “Request for Comments on Further Suspension of Section 301 Action: China’s Targeting of the Maritime, Logistics, and Shipbuilding Sectors for Dominance”. Il riferimento è 91 FR 67388, FR Doc. 2026-21755, depositato il 23 ottobre 2026 e pubblicato il 26 ottobre 2026, volume 91, numero 205 del Federal Register. Il fascicolo per i commenti è USTR-2026-0694, presentato tramite il portale elettronico dell’USTR. Si propone di sospendere la misura dal 10 novembre 2026 al 9 gennaio 2027, non di annullarla.

Le valutazioni di Grimaldi

Il Gruppo Grimaldi ha indicato i volumi di carico degli ultimi tre anni, con quasi 985.000 tonnellate di esportazioni statunitensi e 1,31 milioni di tonnellate di importazioni. Secondo Grimaldi, il 74,7% del volume di importazioni statunitensi era costituito da merci appartenenti a case automobilistiche americane.

In totale, l’azienda ha dichiarato che l’86% del carico trasportato negli Stati Uniti consiste in esportazioni americane o importazioni associate a case automobilistiche statunitensi.
“Poche compagnie di navigazione hanno una percentuale così alta di carico americano”, ha sostenuto Grimaldi.

L’azienda ha inoltre evidenziato il suo lungo rapporto con gli Stati Uniti, sottolineando di aver fatto scalo nei porti americani dal 2001 e di aver fornito navi cargo alla Marina degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra del Golfo.

La richiesta di Grimaldi si aggiunge alle crescenti preoccupazioni tra le compagnie di navigazione internazionali riguardo al possibile ritorno delle tariffe della Sezione 301, introdotte lo scorso anno come parte dello sforzo di Washington per contrastare il dominio della Cina nei settori marittimo, logistico e cantieristico globale.

Le misure sono entrate in vigore inizialmente il 14 ottobre 2025, prima di essere sospese il 10 novembre come parte di un più ampio accordo commerciale tra il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

Le tariffe prendono di mira navi di proprietà e gestite da cinesi, navi costruite in Cina e alcune straniere. Sebbene pensate per rafforzare la costruzione navale americana, le misure hanno ricevuto critiche da parte dei vettori che sostengono che potrebbero aumentare i costi di trasporto e interrompere le reti marittime consolidate.

L’avvertimento di Grimaldi segue preoccupazioni simili sollevate da Atlantic Container Line (ACL), le cui navi erroneamente classificate dall’USTR come vettori di veicoli, anche se solo l’1% del suo carico è costituito da automobili.

Infatti, le navi di ACL, costruite in Cina fra 2015 e 2016, sono con-ro di particolare concezione con capacità di 3.800 teu e circa 6.400 metri lineari di garage, che secondo la compagnia trasportano – sulle rotte transatlantiche – per l’80% container, per il 10% carichi fuori sagoma come ali di aeromobili e trasformatori per centrali elettriche e macchinari per data center e per il 10% rotabili, di cui solo un 1% costituito da autovetture (il resto essendo trattori e altre attrezzature edili).

Ciononostante, le Dogane statunitensi (Customs and Border Protection) le avrebbero classificate come ro-ro, con la conseguenza che, data la recente imposizione, per questo genere di nave, di una tariffa basata sulla capacità di stazza netta della nave anziché sul numero di veicoli trasportati.

Le preoccupazioni di Grimaldi e ACL evidenziano un potenziale conflitto tra gli sforzi di Washington per ricostruire la cantieristica navale nazionale e gli interessi degli esportatori americani che dipendono dalle navi costruite all’estero per trasportare il loro carico.

La proposta di proroga dell’amministrazione ha inoltre incontrato opposizione da parte di legislatori e gruppi sindacali marittimi che vogliono il ripristino delle tasse.

Per Grimaldi, però, la questione va oltre una proroga temporanea. L’azienda chiede un sollievo permanente dalle tariffe imposte dall’Allegato III dell’azione ai sensi della Sezione 301, che riguarda specificamente i vettori di veicoli costruiti all’estero.

“Grimaldi comprende le intenzioni dell’USTR di promuovere politiche che rafforzino la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e/la competitività marittima”, ha affermato l’azienda. Ma ha aggiunto di sperare che “non vengano posti ostacoli insormontabili sulla nostra strada”.

Inoltre, più di 200 associazioni di categoria, dalla National Retail Federation all’American Farm Bureau Federation, hanno scritto all’ambasciatore USTR Jamieson Greer il 23 settembre 2026 chiedendogli di estendere la sospensione delle tariffe marittime della Sezione 301 sulle navi collegate alla Cina oltre la scadenza del 9 novembre 2026.

Abele Carruezzo