I marittimi affrontano un divario di competenze sempre più ampio mentre la navigazione digitale accelera, secondo ricerche recenti

navigazione digitale

Si tratta sempre più di una formazione conforme e non competente; e come dire che esistono Centri di Formazione delle competenze e Centri solo per certificati conformi

L’82% dei professionisti marittimi intervistati afferma che l’addestramento attuale non prepara adeguatamente gli equipaggi alle realtà delle operazioni moderne e digitali delle imbarcazioni. Come è del tutto superficiale una formazione che si possa fare sul campo a bordo della nave, poiché la nave è già di per se fonte di rischio nautico.

La formazione dei marittimi sta rimanendo indietro rispetto alle rapide evoluzioni delle realtà operative in mare secondo due nuovi rapporti commissionati da OneOcean e condotti dalla società di consulenza per l’innovazione marittima Thetius.

La ricerca si basa su dati di indagini e interviste con professionisti marittimi di ruoli sia a bordo che a terra. Coloro che sono intervistati e sottoposti al sondaggio includono comandanti, ufficiali, direttori di macchina, sovrintendenti, personale di formazione, personale di servizio e operatori a terra.

I risultati rivelano due sfide interconnesse: – che i marittimi imbarcati lavorano in ambienti digitali sempre più complessi ; – i professionisti marittimi non si sentono adeguatamente preparati a tenere il passo con questo cambiamento.

I rapporti suggeriscono che, sebbene la forza lavoro marittima globale possa essere qualificata sulla carta, nella pratica è poco preparata.

Primo rapporto, Competente o Conforme?

Questa prima ricerca esamina la differenza tra qualifiche formali e competenza pratica richiesta per operare navi moderne. Il rapporto ha rilevato che: – l’82% degli intervistati afferma che i modelli di addestramento attuali non preparano gli equipaggi alle operazioni moderne; – il 52% riferisce che equipaggi qualificati faticano nelle operazioni reali ‘spesso’ o ‘molto spesso’; – il 56% afferma che la conformità di ‘spuntare caselle’ contribuisce a questo divario; – il 18% ritiene che l’addestramento attuale prepari adeguatamente gli equipaggi alla realtà operativa.

I professionisti marittimi – comandanti, direttori di macchina, ufficiali di coperta e di macchina – che hanno risposto affermano che queste ‘lacune’ di competenza sono più visibili durante: – Situazioni anomale o impreviste (67%); – Operazioni ad alta pressione (56%); – Operare tra diverse navi (36%); – Quando si utilizzano sistemi digitali complessi, ECDIS o strumenti di reportistica (31%).

Secondo rapporto, Decision-optimized o overovered?

Il secondo rapporto esamina come i sistemi in dotazione dei ponti di una nave moderna siamo sempre più connessi e stiano cambiando la natura del lavoro degli ufficiali. La rivoluzione digitale ha introdotto rischi nuovi insieme a nuove capacità perché la tecnologia può ridistribuire piuttosto che eliminare il lavoro.

Le navi moderne sono ecosistemi digitali altamente connessi e, sebbene ciò abbia migliorato la rendicontazione, la trasparenza e l’efficienza, ha anche introdotto delle sfide. Gli equipaggi agiscono sempre più come collegamento tra sistemi che non comunicano tra loro, riconciliando manualmente i dati in conflitto tra i display; per cui si è costretti a monitorare sempre più i display e poco l’orizzonte davanti alla prua di una nave.

Il rapporto ha inoltre rilevato che la stanchezza da allarmi ripetuti o con una priorità sbagliata è un rischio crescente. Ad esempio, a seguito delle interferenze del Global Navigation Satellite System (GNSS), il 75% dei marinai ha riportato un aumento moderato o significativo del carico di lavoro, dimostrando quanto rapidamente il sovraccarico di informazioni possa aumentare quando ulteriori sistemi si attivano contemporaneamente.

Il rapporto suggerisce che più dati non portano necessariamente a decisioni migliori, soprattutto in situazioni di alta pressione, ma i corsi di formazione non preparano adeguatamente i naviganti ad affrontare questa realtà.

Nella sostanza le due ricerche portano ad un messaggio: la prima enfatizza il superamento della certificazione e del completamento dei corsi verso una competenza dimostrabile, incluse valutazioni pratiche, esercitazioni basate su scenari, familiarizzazione specifica per nave e sviluppo continuo durante le operazioni a bordo.

La seconda consiglia di migliorare l’integrazione tra i sistemi digitali esistenti, ridurre allarmi inutili, dare priorità alle informazioni critiche e coinvolgere i marittimi in modo più diretto nella progettazione e nei test tecnologici.

Abele Carruezzo, fonte OneOcean e Thetius