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COP21: l’Area a controllo delle emissioni nel Mediterraneo ottiene il sostegno di tutti gli stati litorali

Le associazioni del progetto europeo “Facciamo respirare il Mediterraneo” accolgono con favore la decisione degli stati del bacino del Mediterraneo di adottare una tabella di marcia per giungere a dichiarare il Mar Mediterraneo un’Area ECA, ma criticano i tempi e la portata ridotta al solo zolfo

Napoli-Alla 21a conferenza delle parti della Convenzione di Barcellona (COP21) tenutasi a a Napoli e chiusasi oggi, i Paesi del Mediterraneo hanno definito una “road-map” per la designazione del Mar Mediterraneo come area di controllo delle emissioni (ECA) per le emissioni di zolfo. Le associazioni che da anni collaborano nel progetto “Facciamo respirare il Mediterraneo” fra le quali l’italiana Cittadini per l’aria, NABU (DE), Birdlife Malta (MT), France Nature Environment (FR), Ornithologiki (GR), Ecologistas en accion (S) e Zero (P) accolgono con favore la decisione presa durante la conferenza. Tuttavia, le associazioni chiedono di accelerare la tabella di marcia indicata ed includere nell’Area anche le emissioni di ossido di azoto.

Tre diversi rapporti hanno elaborato l’analisi costi-benefici, evidenziando significativi benefici socioeconomici di un’ECA Mediterranea (MedECA). Non sono quindi necessari ulteriori studi, come richiesto invece dal testo della dichiarazione congiunta adottata a Napoli, perché di fatto questo equivale ad un inutile rinvio dell’intero processo. Inoltre, l’accordo prevede la presentazione del progetto di SECA all’IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) alla riunione MEPC78 nel 2022, ben due anni dopo rispetto a quanto inizialmente previsto dalla Francia. La concreta implementazione dell’area di controllo delle emissioni di zolfo (SECA) non si avrebbe quindi prima del marzo 2024. Nella decisione non si menziona neppure una data di designazione dell’area a controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NECA).

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria, associazione in rappresentanza di tutte le Ong ambientaliste a Napoli: “Se consideriamo l’impatto altamente cancerogeno dello zolfo sulla salute umana questo è un importante passo avanti per l’ambiente Mediterraneo. Ci dispiace profondamente, però, che non sia stato possibile raggiungere un consenso su una tempistica molto più stringente e su un ambito molto più ambizioso che coprisse la riduzione degli ossidi di azoto (Nox). Questo avrebbe garantito alle città portuali del Mediterraneo una migliore qualità dell’aria molto più presto mentre gli armatori avrebbero potuto mettere in campo una pianificazione industriale più strategica e di lungo respiro. Decisioni miopi comportano un piccolo vantaggio per pochi contro un grande danno per molti”.

Sönke Diesener, esperto di trasporti marittimi di NABU: “Accogliamo con favore l’ampio impegno di tutti gli stati litorali per creare un’area a controllo delle emissioni di zolfo nel Mar Mediterraneo. Questo è un grande successo per la protezione dell’ambiente e della salute umana. Sfortunatamente, alcuni attori sono riusciti a ritardare inutilmente il processo e a restringere il campo di applicazione solo alle emissioni di zolfo, che è già lento rispetto ai piani iniziali. Date le analisi costi benefici prodotte dai ricercatori, i decisori politici non dovrebbero perdere un solo giorno per ridurre l’inquinamento atmosferico delle navi nella regione. ”

La decisione dei paesi del Mediterraneo giunge solo pochi giorni dopo che il Parlamento europeo ha inserito la ECA Mediterranea nella sua agenda con una risoluzione presentata alla Commissione UE, approvata a stragrande maggioranza, con la quale si chiede di fare il possibile per sostenere la rapida designazione del Mar Mediterraneo come area di controllo delle emissioni di SOx e NOx; un passo fondamentale verso la riduzione delle emissioni marittime in Europa.

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Scritto da Redazione su dic 5 2019. Archiviato come Ambiente, Italia, Legislazione, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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