martedì, Agosto 3, 2021
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Il Ministro Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, illustra all’Automotive Business Summit del Sole 24 Ore gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Milano. Giorni addietro, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili aveva messo a disposizione di Comuni, Città Metropolitane e Autorità di sistema portuale una cifra pari a 107 milioni per la progettazione di opere, di contenuto strategico e rispettose dei criteri di sostenibilità ambientale, eligibili al finanziamento. Il Ministro Enrico Giovannini firmava così il decreto che stabilisce per il triennio 2021-2023 la destinazione delle risorse e la loro ripartizione. Si fa notare anche che ai 107 milioni si aggiungono ulteriori 8 milioni di euro provenienti da residui degli anni 2019 e 2020: fondi che non sono stati utilizzati e che ora vengono messi a disposizione delle amministrazioni in grado di progettare.

Intanto, per le AdSP, anch’esse beneficiarie dei fondi per la progettazione, il Ministro ha dichiarato che sarà emanato uno specifico provvedimento per il riparto delle risorse, sentita naturalmente la Conferenza di Coordinamento delle Autorità di sistema portuale. L’attività ministeriale del Mims è stata illustrata all’Automotive Business Summit del Sole 24 Ore chiarendo la strategia e i progetti inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di competenza del Dicastero. Il Ministro Giovannini ha illustrato anche gli interventi su infrastrutture, mobilità, logistica, abitazioni di qualità che sono finanziati con le risorse europee del Next generation Eu e del React Eu e con risorse nazionali. Il programma che il Ministro ha definito “Dieci anni per trasformare l’Italia – per il benessere delle persone e delle imprese, nel rispetto dell’ambiente”.

Tutti gli investimenti, ha rilevato il Ministro, e le riforme inclusi nei Piani di Ripresa e Resilienza non devono danneggiare l’ambiente. Un principio fondamentale racchiuso in un acronimo – DNSH, “Do No Significant Harm” – da cui non è esclusa nessuna misura del Recovery. Il PNRR, per il Dicastero, sta stimolando un cambiamento di passo nel modo di analizzare, monitorare e migliorare le procedure di valutazione degli investimenti: -verifica del principio DNSH sui sei obiettivi ambientali Ue; – analisi di impatto ex-ante della realizzazione delle opere su dimensioni economiche sociali e ambientali; – identificazione di out-put, out – come e time – line di medio lungo periodo.

Il Ministro Enrico Giovannini nel corso del suo intervento all’Automotive Business Summit del Sole 24 Ore su come saranno investiti i fondi che il PNRR destina alla mobilità sostenibile, ha illustrato la sua filosofia di spesa: cura del ferro, mezzi di trasporto e della mobilità sostenibile e greening dei porti. I 68 miliardi che il PNRR destina alla mobilità sostenibile verranno spesi per uno spostamento forte verso il trasporto non solo di persone, ma anche di merci, usando la modalità ferro, cambiando i mezzi di locomozione e non solo di autobus per la modalità strada; saranno spesi 8 miliardi di euro per investimenti nella trasformazione delle flotte, nella creazione di nuovi sistemi di trasporto pubblico locale di massa come le metropolitane. Sulla filosofia ‘greening’ dei porti, “… questi – ha detto il Ministro – devono trasformarsi, per esempio verso l’elettrificazione delle banchine, così da consentire alle navi di spegnere i motori quando sono nel porto, e anche strutture in grado di accogliere le nuove navi che avranno sistemi di propulsione diversa ”.

Per il Ministro si tratta di avere dei treni, soprattutto nel Sud, in cui possibile sperimentare la trazione a idrogeno; realizzare per le navi la trasformazione in senso ecologico, in particolare nello stretto di Messina, ma anche in altre aree, anche se ancora non si conosce quale sarà la tecnologia prevalente. “Da un punto di vista tecnologico deve essere una mobilità che contribuisca alla riduzione del 55% entro il 2030 delle emissioni. Entro il 2050 deve contribuire alla decarbonizzazione del nostro sistema socioeconomico, questa è la linea strategica dell’Italia – ha detto il Ministro – per essere in sintonia con gli altri Paesi in chiave europea e atlantica.” Ai Comuni il Ministro chiede una forma di collaborazione duratura e costante tra i Mobility manager e i Fleet manager delle aziende private per agevolare il moto dei mezzi e dei lavoratori all’interno delle aree urbane. Si prevede anche l’elaborazione in tempi brevi di alcune linee guida che riguarderanno tra l’altro anche le scuole, perché anche le scuole per una norma di molto tempo fa devono istituire i Mobility Manager.

“Quello che voglio dire è che chi gestisce oggi il trasporto pubblico locale ha la possibilità non solo di adeguare l’offerta alla domanda, ma di orientare in qualche modo la domanda. E questo è un cambiamento di mentalità che io vedo che in vari Comuni già sta avvenendo”. “… la mia raccomandazione – ha concluso Giovannini – è di prendere coscienza che l’ampiezza dei fondi che il governo sta mettendo su questi temi è così significativa e ampia che vale la pena creare filiere nazionali perché ci sarà domanda consistente e crescente nei prossimi anni”.

Abele Carruezzo

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