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BIMCO non condivide sistema regionale europeo di scambio quote emissioni

Copenaghen. BIMCO teme l’inclusione del trasporto marittimo nel sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (ETS Emissions Trading System) perché inibirebbe l’azione globale sulla riduzione delle emissioni di CO2. Se l’Europa implementa un ETS regionale, il settore dei trasporti marittimi rischia di essere sottomesso a più sistemi di scambio di quote di emissioni che renderanno molto più difficile ottenere un MBM (Market Based Measure) globale; questa è la preoccupazione dei dirigenti di BIMCO.

Il sistema ETS Ue opera secondo il principio della limitazione e dello scambio delle emissioni ed è obbligatoria la partecipazione per le imprese: – è fissato un tetto alla quantità totale di alcuni gas serra che possono essere emessi dagli impianti – il tetto si riduce nel tempo per la diminuzione delle emissioni totali – entro il limite, le imprese ricevono o acquistano quote di emissioni e che possono scambiare – alla fine di ogni anno le società devono restituire un numero di quote sufficiente a coprire le loro emissioni per evitare pesanti multe.

Peri dirigenti di BIMCO occorre collaborare con l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) se si vuole ottenere una misura globale basata sul mercato; questo accadrà quando si avrà una tecnologia mirata disponibile, garanzia per le industrie per operare in condizioni di parità. Anche nel 2012 l’Europa ha incontrato una dura opposizione, quando ha tentato di applicare unilateralmente il suo sistema ETS alle compagnie aeree che volavano dentro o fuori dall’Ue; la Cina, India e Stati Uniti furono contrari. Oggi, parimenti, dato il clima politico internazionale favorevole, le industrie degli stessi paesi potrebbero opporsi a un sistema regionale imposto dall’Ue per il trasporto marittimo. Infatti, nessun incentivo economico è stato proposto alle industrie dello shipping per migliorare le emissioni di carbonio. Una misura basata sul mercato regionale, come quella europea, non incentiva gli armatori a investire in tecnologie per la riduzione del carbonio.

Secondo uno studio ECSA e ICS sulle implicazioni dell’applicazione dell’Ue ETS al trasporto marittimo internazionale a partire da luglio 2020, l’inclusione dei voli regionali non ha portato a riduzioni delle emissioni per il settore dell’aviazione. In effetti, le emissioni dei voli coperti dall’Ue ETS sono aumentate del 26% dal 2012. Quando si costruisce e si vara una nave, non è possibile sapere quante volte scalerà i porti europei durante i suoi 25 anni di vita commerciale. Per questo è difficile (impossibile) calcolare quando un investimento nella tecnologia per la riduzione del carbonio darà i suoi frutti economici. La conseguenza è che un sistema ETS regionale non cambierà il modo di costruire le navi, mentre per BIMCO una tale misura potrebbe anche influire negativamente sulla buona fede tra gli Stati membri dell’IMO, riducendo la probabilità di una misura globale che avrebbe un effetto molto più incisivo.

Quando saranno disponibili in commercio soluzioni tecnologiche praticabili per ridurre le emissioni di carbonio, BIMCO prenderà in considerazione le misure basate sul mercato favorendo l’adozione di tali tecnologie. Nel frattempo, BIMCO sostiene un Fondo Internazionale per la ricerca marittima per guidare l’innovazione, pagata da un contributo obbligatorio sul carburante utilizzato dalle navi, nella tecnologia di cui l’industria ha bisogno per ridurre le emissioni di carbonio del 50% nel 2050 e infine eliminare quelle emissioni. BIMCO è la più grande associazione di trasporti marittimi internazionali del mondo, con circa 1.900 membri in oltre 120 paesi; associa e rappresenta armatori, operatori, manager, broker e agenti.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su ott 6 2020. Archiviato come Cultura, Europa, Nautica, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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